sabato 27 aprile 2013

Diec'anni di casa mia




In questi giorni fanno dieci anni che vivo in questa casa.

L'esigenza di trasferirmi era sorta dalla necessità di dover vendere la casa di mia madre ed in poco tempo ho dovuto capire come agire, ho visto alcune case ed ho trovato in fretta quella che poteva andarmi bene, ho stipulato un mutuo (quando ancora i mutui potevano essere stipulati in 10 giorni e con il 99% dell'importo totale) e ho firmato le carte.

Dopo qualche mese (fra l'accordo d'uscita dell'ex proprietario ed i lavori) una domenica ho lasciato la casa in cui (ormai non più) convivevo e sono venuto a stare qui. All'inizio c'era poco e dormivo col materasso a terra, tutto era ancora da organizzare.

Coi giorni ed i mesi ho arredato questi 38 mq come meglio ho creduto ed ho cominciato a sentire mio questo spazio, anche se il trauma del passaggio al vivere da soli non è stato tutto in discesa, con tanto di attacchi di panico prima di dormire, ma queste cosa passano.

Alla prima sistemazione un lunedì del gennaio d'un paio d'anni dopo ha fatto spazio quella attuale, una riorganizzazione nata per esigenze lavorative che ha valorizzato però maggiormente l'accoglienza degli ambienti.

In questi anni alcune cose sono cambiate, sono passato dall'accogliere chiunque volesse passare da me al rintanarmi solitariamente fra queste mura, mura che mi hanno trovato tanto allegro quanto scoppiare in lacrime, sereno, alcolista, lavoratore e disoccupato, in pratica hanno visto la mia vita e la propria evoluzione.

Sono passati molti amici e molte sono state le belle passate in quello che era un piccolo posto di ritrovo, pure un paio de ragazze se so fermate a dormì qua, ma mai co troppo impegno. :D

Insomma in questi giorni sono dieci anni che abito qui e fra cazzi e non posso semplice mente dire che questa è casa mia… i credenti dicono che basta una casa ed un piatto di pasta per essere felici, magari non hanno tutti i torti… :)

Ah, se è me trovate qui, tanto co altri vent'anni de mutuo do volete che vado?

martedì 2 aprile 2013

Suppellettili indispensabili.


... cervello spugna comprato a Seattle nel 2008 ed ingrandito in un batattolo di cetriolini... :)

Sono giorni che sono in casa e non faccio altro che pensare.

Il problema quando si ha una buona memoria (almeno quella non corrotta dal talvolta eccessivo alcool) è che non si sa bene come e perché un ricordo o un pensiero possa riaffiorare e come questo ti possa far reagire.

Onde evitare che questo succeda la società moderna ha escogitato molti argomenti inutili con i quelli normalmente ci occupiamo la giornata, una famiglia, una relazione, un lavoro, una squadra di calcio, un governo che non c'è, la benzina sempre più cara, iddio onnipotente che di guarda e ci giudica da lassù e mille altre inezie quotidiane.

L'insieme di questi argomenti (e di molti altri da quel livello di Super Mario che ci fa impazzire a quell'mkv al quale non si sente l'audio sul nostro televisore, fino alla paletta per girare il caffè che la macchinetta oggi non ci ha dato) fanno si che il nostro tempo quotidiano venga saturato per non lasciarci spazio ad altri pensieri.

In questo universo, pur vivendo io spesso di cazzate, non riesco ad interessarmi a molti argomenti comuni e spesso mi ritrovo ad avere quel tempo che non sarebbe bene avere per rimuginare.

Quindi mi arrovello su cose apparentemente assurde, sul come risolvere (se qualcosa c'è poi da risolvere) la mia situazione, alla vita, alla morte, al cosa ci facciamo qui e perchè adesso, al se e cosa posso aver sbagliato se poi si sbaglia davvero, fino ad arrivare a concetti più grandi di me come il cercare di comprendere l'utilità dello scorrere del tempo (cosa sulla quale ciclicamente mi arrovello il cervello).

Per questo mi chiedo anche se io debba un attimo invidiare chi si riempie la vita delle superficialità su citate o debba invece continuare così, se debba ipoteticamente trovarmi una donna a forza e dar spazio a ciò che magari è più "normale" e al sorbirmi rotture di coglioni che vedo lontane anni luce, se debba rivoluzionare tutto altrove (cosa che non farei comunque nell'immediato per impegni ed affetti ancora in essere) o se debba magari come un surfista solo starmene sdraiato sulla tavola ed aspettare quella grande ed unica onda per il quale ha valso la pena vivere.

Cosa sicura che vorrei sinceramente è riuscire per una volta a non intasarmi la mente con tutte le pippe mentali che mi porto appresso e magari per un attimo solo tornare a godermela appieno.

Nel frattempo ve bacio. :)