lunedì 22 febbraio 2010

Non conoscere vergogna:

Riascoltavo oggi...



Non so se ho colto il senso della canzone, ma per ho sempre pensato che rappresenti quell'incomprensione che in ogni relazione si ha e che si potrebbe superare con facilità semplicemente parlandone e confrontandosi.

Potrei sbagliarmi comunque. :)

sabato 20 febbraio 2010

[Dante's Inferno] Come stupirsi…

In questi giorni mi sto dedicando a questo gioco da poco uscito per Xbox 360 e Playstation 3.

Pur partendo prevenuto, il gioco non è altro che un clone di quel tanto acclamato God of War che non ho mai apprezzato, l'esperienza si è rivelata ottima.

Nascosto dietro un violento picchiaduro di ottima fattura si cela un'opera ben studiata ed attinente al tema della Divina Commedia, con tanto di citazioni esatte e ben interpretate e uno studio dei personaggi ben definito e calzante.

Il gioco narra le vicende di Dante [un Dante, non quel Dante], crociato che al ritorno dalla terra santa ritrova la sua bella Beatrice [non quella] morta e come un medievaleggiante Orfeo decide di andarsela a riprendere.

Il tutto è arricchito da belle idee, come i personaggi storici che possono essere assolti o condannati e belle reinterpretazioni dell'opera, una fra tutte la trasposizione di Caronte.

Consigliato a tutti, non fidandosi però della demo dei vari network, troppo sbrigativa per assaporare a pieno quest'impeccabile sanguinaccio videoludico.

lunedì 15 febbraio 2010

[13/02/2010] Festeggiamenti!!!

Ringrazio chi c'era e chi voleva esserci, belle cose in entrambi le occasioni per il mio genitliaco, bei regali e bellissimo momenti, grazie alla famiglia, all'ospitante Cheese & Cheers e a tutti i presenti... :)

domenica 14 febbraio 2010

Un bacio

L'amore non possiede nè vuole essere posseduto.
K. Gilbran

venerdì 12 febbraio 2010

Doveri e voleri.

Non mi ricordo se ho già affrontato l'argomento, ma non mi pare.

Da qualche tempo mi sto rendendo conto di come troppo spesso si pensa che alcune cose siano un dovere invece di comprendere che siamo solo noi a volerle.

L'esempio più palese con cui mi confronto è il dover lavorare.

Mi spiego meglio: quante volte ci troviamo a dire "… non posso perché devo lavorare…" oppure "… mi piacerebbe molto, ma devo lavorare…" e giustifichiamo così la mancata possibilità di fare qualcosa che ci arricchirebbe molto di più.

Io non voglio dire che non bisogna lavorare, anzi, ma almeno rendiamoci conto che è una volontà e non un dovere.

"… non posso perchè voglio lavorare, lo voglio perchè voglio mantenere il mio tenore di vita, perché voglio le cose delle quali mi circondo e voglio evitare alle persone care inconvenienti legati al denaro, ma lo voglio, nessuno mi obbliga in realtà…".

Questa sarebbe un'importante presa di coscienza ed un passo avanti, comprendendo che siamo solo noi i fautori di ciò che facciamo, senza nessun dovere o stronzate analoghe, anche se spesso è facile nascondersi dietro un dito.

Cominciamo a comprendere ciò che effettivamente vogliamo e tutto filerà meglio, sicuro...

La tormenta perfetta...

... ed io a casa, impalato con la finestra aperta ad ammirarla...

lunedì 8 febbraio 2010

[Avatar] Tutto fumo…



Torno ora dal cinema. Tralasciando il fatto che oggi, giorno feriale distante settimane dall'uscita del film, al primo spettacolo la sala avanzava una ventina ti posti sono andato alla proiezione cercando di dimenticare tutti i giudizi degli altri, ma la cosa non è bastata.

Avatar è il film più brutto che vedo al cinema da molto, se non quello in assoluto più brutto.

La storia, seppur non orrenda inizialmente, si snoda con intrecci talmente banali da far sembrare D&D un film di Hitchcock, papponi naturalisti, ruoli stereotipati e sorprese pari allo zero, il tutto condito con un protagonista che gioca col trainer dall'inizio alla fine.

Un vero peccato visto il comparto tecnico 3D che è talmente accurato da sembrare un film qualsiasi e così immersivo da cambiare momentaneamente la percezione del mondo reale dopo la visione.

Il tutto funzionerebbe alla grande se fosse una tech demo di pochi minuti, ma quasi tre ore di film così palloso da far rimpiangere Stargate sono un'altra storia, tanto che ero tentato di abbandonare la sala.

Non riesco sinceramente a capire come possano mandrie di persone andare, e soprattutto tornare, a vedere uno scempio del genere. Comprendo che ormai il gusto delle persone sia talmente manipolato che gli si può far credere qualsiasi cosa, ma che questo sia un film è una bestemmia in chiesa.

Insomma NON sprecate il vostro tempo con uno spettacolo che non lo merita perché non ve lo ridarà nessuno...

martedì 2 febbraio 2010

papa@vativano.va

Gentile Santo Padre,
ascoltando spesso e volentieri i suoi discorsi domenicali la invito ad occuparsi degli affari inerenti il suo stato e lasciare alle persone a cui spetta di decidere su quello stato italiano che non spettano sicuramente a lei.

Le vorrei ricordare che lo stato italiano si dichiara laico da costituzione e quindi la prego, senza nessuna offesa e cercando di mantenere il massimo rispetto per quello che lei rappresenta, di farsi i cazzi suoi, anche perché penso che se si partecipa alla politica di uno stato o lo si fa completamente o non lo si fa per nulla.

Le ricordo, anche se penso che lei ne sia ben cosciente, che se un cittadino italiano viene accusato di stupro o di pedofilia viene giudicato come di norma, mentre se un rappresentante dello suo stato viene sorpreso in tali reati è immune da ogni giudizio giuridico e viene al massimo allontanato dal proprio posto di lavoro, un pò come se un violentatore romano venga mandato in Emilia.

La prego nuovamente quindi di cominciare ad occuparsi esclusivamente di cose che riguardano il suo stato e di non commentare o alludere ad argomenti che non la riguardano, come il problema della chiusura degli stabilimenti Fiat, o di smetterla di predicare la pace se poi per primo lo stato che rappresenta non fa nulla di concreto per portarla o garantirla.

Sicuro d'un suo interesse e della sua comprensione la saluto, ricordandole che seppur rappresentando un'entità immortale lei è destinato, probabilmente, a sedere accanto allo stesso a breve come più persone dello stato sul quale lei influisce si augurano.

Ancora sicuro di un suo interessamento e di un suo imminente cambio di rotta la ringrazio a nome di chiunque sia liberi di pensarla diversamente da lei o da chi la influisce a pensarla così.

Distinti saluti, un cittadino di uno stato differente da quello che governa.