lunedì 29 settembre 2008

Tasti e spazi...

Oggi giocavo a Rock Band, gioco musicale dove s'interpreta un gruppo con voce, chitarra, basso e batterio, io da solo gioco come chitarra, in gruppo solitamente come voce.

Ho deciso oggi di intraprendere la carriera a livello difficile, solitamente gioco a normale, la differenza essenziale è che in una modalità si usano quattro tasti su cinque, nell'altra tutti e cinque i tasti della chitarra, il che cambio completamente l'approccio al gioco.

Man mano che giocavo ho capito una cosa, nella modalità difficile, almeno da quello che ho evinto io, non serve molto tener conto dei tasti, quando degli spazi fra tasto e tasto, cosi' da poter sapere al momento dove spostare le dita per poter suonare la nota.

Ciò sembra una cosa piccola ma, nella mia piccola e probabilmente malata mente, mi fa sconvolgere completamente il feeling e l'esperienza di gioco, un pò come a dire che quando le cose si fanno difficili devi mettere da parte ciò che hai imparato ed avere l'umiltà di cambiare le proprie abitudini.

Alla fine questo è un gioco, ma non sò quanto la cosa non possa valere sempre.

Baci.

sabato 27 settembre 2008

mercoledì 24 settembre 2008

lunedì 22 settembre 2008

Metodo Stanislavskij.

Oggi mi sono recato ad un'audizione per una rappresentazione teatrale.

Nello studio e non c'è ancora nessuno, mi fanno accomodare e mi intrattengono con una fintissima trasmissione di Rai Due. Arriva la persona con la quale devo parlare, il doppiatore italiano di D3BO, somigliante anche per le forme. Mi avvicino, mi chiede come ho saputo della cosa, cosa avevo fatto e mi dice che si tratta di una rappresentazione ambientata nella Russia d'inizio secolo. La cosa non mi esalta, ma chissene è per imparare. Mi fa leggere ed interpretare delle battute, capite da voi che casino, forse non troppo, posso aver fatto nelle frasi lunghe da bravo dislessico, ma arrivo alla fine e mi dice che se sono preso lo saprò via mail mercoledì.

La cosa assurda è che mentre leggevo usciva da solo il Bobby Joe di Apollo 54... era automatico... :D

Vediamo che succede mercoledì.

mercoledì 17 settembre 2008

American Beauty...

Ieri sera ho rivisto questo film e, forse senza motivo, mi è venuto in mente di spedirne una copia a mio zio che stà male. Il blockbuster vicino casa non ne ha una copia e di li a poco il bancomat mi mangia la tessere perchè sbaglio tre volte il codice.
Fatto stà che non riesco ad avere i soldi per prenderlo, rinuncio a sperirlo e torno a casa.

Pochi minuti fa mia madre mi fa sapere che venerdì ci saranno i funerali di mio zio, qui a Roma, la città dove voleva morire.

Non sò perchè mi sia balenata in mente l'idea di spedirgli questo film così probabilmente lontano da lui, fatto stà che è la seconda volta che non riesco a consegnare a persone vicine un regalo che volevo dargli, e sempre pe lo stesso motivo, perchè non l'ho fatto per tempo, aspettando e aspettando... poi si dice che sbagliando s'impara... sarò sbagliato io...

Come stò? Forse è meglio non chiedermelo oggi...

A me piace per la sua coerenza...



... calma calma, sono sarcastico. :)

martedì 16 settembre 2008

Gira il mondo e va...

Anche Stefano Rosso ha deciso che era tempo di lasciarci a questo manicomio senza più allietarci con i suoi stornelli, che non sò quanti se li ricorderanno in futuro.

Era un cantautore romano, forse l'ultimo di una scuola ormai scomparsa da tempo, di persone umili che cantavano di ciò che conoscevano spesso con una spensieratezza disarmante.

Ascoltarlo mi fa pensare ad una Roma che non c'è più, una Roma che neanche ho mai visto, ma che è nostalgicamente positiva, ed è come se fosse quella in cui i miei genitori hanno vissuto da giovani, è strana come cosa. Le sue canzoni, che occupano buona parte del mio iPod, mi hanno accompagnato per tanto di quel tempo, sin da quando ero piccolo, canzoni che, non so come, parlavano anche della mia vita.

Ho avuto la fortuna di vederlo in concerto un paio di volte, di parlarci e non scorderò mai una battuta che fece qualche anno fa su di un palco: "... ormai i miei figli sono grandi... pensate che uno di loro ha due anni più di me..." :)

Ciao Stefano, ci vediamo dall'altra parte...

Tutto il tempo del mondo...

Si crede sempre di avere tutto il tempo del mondo, si crede di avere la possibilità di chiarire o di poter ancora confrontarsi con tutti, poi si capisce che non è sempre così.

Pare che mio zio sia arrivato alla fine della sua storia, almeno della sua storia qui con noi, l'ho saputo pochi minuti fa, vorrei riuscire a fare qualcosa, ma che mano si può dare in una situazione del genere? Bisogna essere forti e fare quello che bisogna fare, lo so, già l'ho vissuto con mio padre...

Ieri vedevo ladri di biciclette e mi sono ricordato di come mi appariva la sua mano quando la prendevo da bambino, una mano più strana delle altre, con delle nocche incredibilmente sporgenti. Da quello mi sono ricordato il suo stare in poltrona e camera sua che da sempre era più incasinata della mia di adesso.

Poi , come spesso accade, si cresce e ci si allontana dalle persone che ci sono stati vicino da bambini, quando li si rivede non si sa mai di che parlare, e alla fine si parla di nulla, così è stato anche per noi.

Ora le parole di un parente, che mi ricorda di come mio zio si prendeva cura di noi, e che comunque sotto il suo aspetto burbero sapeva dare molto più di altri... e questo mi ricorda qualcuno... oltretutto fra i vari nomi che ho porto anche il suo...

C'è tutto il tempo del mondo, forse sono io che sbaglio il fuso orario...

lunedì 15 settembre 2008

... una famiglia...

Ultimamente mi capita spesso di stupirmi.

Questo non sò se sia dato in parte dal mio progressivo rinunciare al bere, anche se non in ogni frangente, e quindi dal, forse, stare un pò più sveglio o dal semplice fatto che da un pò stò riuscendo a non insultare le ragazze, quasi sempre amiche di amici, sin dalle prime parole che dico.

Fatto stà che riesco ad entrare in contatto con ragazze che riescono a stupirmi, sia per gli attegiamenti, sia, cosa più strana per me, per quello che dicono.

Sabato scorso sono stato ad una festa di compleanno, ero imbucato come tutti noi, ma sono stato bene. A parte il vino rosso consumato ho potuto colloquiare tranquillamente e con interesse con diverse invitate e con la festaggiata, la quale mi ha stupito più di tutte quando, alla mia domanda su cosa si aspettasse dai prossimi 30 anni della sua vita, mi ha risposto al volo "... una famiglia...".
La cosa mi ha lasciato una piacevole sensazione, non sò neanche dire il perchè in realtà.

Oggi pensavo a quante cose mi sono probabilmente perso per stati eccessivi d'ebrezza o per, molto più spesso magari, il fatto che faccio il deficiente.

Vedremo in futuro che succedere... baci. :D

lunedì 1 settembre 2008